{"id":732,"date":"2009-04-21T16:46:13","date_gmt":"2009-04-21T15:46:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.siegfriedhagl.com\/?page_id=732"},"modified":"2025-01-31T11:59:43","modified_gmt":"2025-01-31T10:59:43","slug":"religionen-der-antike-iii-die-suche-nach-der-unsterblichkeit","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.siegfriedhagl.com\/it\/storia-religiosa\/religioni-dell-antichita-iii-la-ricerca-dell-immortalita\/","title":{"rendered":"Religioni dell&#039;antichit\u00e0 III: la ricerca dell&#039;immortalit\u00e0"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>(Pubblicato su GralsWelt 33\/2004)<\/p><\/blockquote>\n<p>Nei circoli esoterici \u00e8 diffusa l'opinione che le persone fossero gi\u00e0 consapevoli, all'inizio della loro incarnazione, che l'essere umano vero e proprio - l'anima o lo spirito - continua a esistere dopo aver abbandonato il corpo terreno, e che quindi esiste un \"questo mondo\" e un \"aldil\u00e0\". Quest'anima umana pu\u00f2 quindi continuare a muoversi e a svilupparsi in livelli pi\u00f9 sottili (la cosiddetta \"materia sottile\") o rinascere per un'altra vita terrena in un nuovo corpo terrestre.<\/p>\n<blockquote><p><em>&quot;Gilgamesh - per Enkidu suo amico,<\/em><br \/>\n<em> pianse amaramente, correndo nella steppa:<\/em><br \/>\n<em> &#039;Non morir\u00f2, proprio come Enkidu?<\/em><br \/>\n<em> Il male \u00e8 entrato nella mia mente,<\/em><br \/>\n<em> La paura della morte mi ha sopraffatto...<br \/>\n<\/em>Dall&#039;epopea di Gilgamesh, tavola 9 (10)<\/p><\/blockquote>\n<p>La ricerca etnologica ha mostrato che per i popoli primitivi la continuazione della vita dopo la morte sulla terra sembra essere altrettanto evidente quanto la preesistenza dell'essere umano vero e proprio (un essere interiore, un'anima, uno spirito, una personalit\u00e0 spirituale, qualunque cosa si possa chiamare il nucleo di un essere umano) prima del suo rispettivo essere sulla terra.<\/p>\n<p>Per queste persone amanti della natura, la morte non \u00e8 solo un orrore, ma \u00e8 il passaggio, la &quot;nascita&quot;, in un altro mondo, anche se con forti cambiamenti.<\/p>\n<p>\u00c8 quindi sorprendente che questa conoscenza non si trovi cos\u00ec naturalmente nelle prime civilt\u00e0 avanzate come ci si potrebbe aspettare. Ci\u00f2 consente la domanda: se le prime civilt\u00e0 si erano gi\u00e0 disconnesse dall&#039;esperienza naturale che probabilmente i primi umani avevano, per ragioni a noi ancora sconosciute, le connessioni con i livelli pi\u00f9 fini della creazione erano gi\u00e0 state strappate, e grazie a quest&#039;uomo cominciato a temere la morte?<\/p>\n<p><strong>Il dopo vita<\/strong><br \/>\nNelle culture antiche, la &quot;vita dopo la morte&quot; \u00e8 solitamente rappresentata in modo piuttosto triste.<\/p>\n<p>Nell&#039;antico Vicino Oriente e nel Mediterraneo orientale si diceva che gli dei abitassero nel &quot;Paradiso&quot; o &quot;Olimpo&quot;, mentre le anime dei comuni mortali giungono in un regno oscuro, &quot;Ade&quot;, dove devono languire senza gioia. Solo le persone single ed elette potevano entrare nel regno degli &quot;dei&quot; dopo la morte; il resto doveva andare nel regno sotterraneo delle ombre.<\/p>\n<p>Se un viaggiatore dell&#039;aldil\u00e0 \u00e8 stato in grado di entrare in questo regno oscuro dalla terra e parlare ai defunti, si sono lamentati della loro triste esistenza e hanno consigliato ai vivi di sfruttare ogni ora che gli \u00e8 concesso di rimanere sulla terra alla luce e al sole.<\/p>\n<p>Ad esempio, il quadro della vita dopo la morte che Omero disegna nella sua poesia, e che ha plasmato le idee di intere generazioni, \u00e8 caratterizzato da cupa tristezza, in contrasto con la gioia enfatizzata degli antichi greci nella vita colorata sulla terra.<\/p>\n<p>Alla morte, quindi, le anime perdono la coscienza e la memoria dei piaceri terreni senza acquistarne di nuovi. Significative le parole di Achille, che sta negli inferi, che, risvegliato alla coscienza da Ulisse, confessa dolorosamente:<\/p>\n<p><em>&quot;Preferirei essere un lavoratore a giornata di un povero che il re di tutti i morti negli inferi&quot;<\/em> (6, pag. 698).<\/p>\n<p>L&#039;&quot;Hel&quot;, una delle dimore dei morti nella mitologia germanica, \u00e8 altrettanto cupo.<\/p>\n<p>Nell&#039;Antico Regno d&#039;Egitto, solo il faraone e la sua corte potevano andare in paradiso; ed era solo nel Medio Regno che i cittadini ricchi potevano essere mummificati e dato loro un luogo di sepoltura &quot;eterno&quot;.<\/p>\n<p>Anche gli antichi ebrei avevano solo una vaga idea dell&#039;aldil\u00e0. Nell&#039;Antico Testamento si conosce &quot;Scheol&quot;, il luogo dove sono custoditi i morti, e la pratica della religione \u00e8 principalmente finalizzata all&#039;adempimento di tutte le norme religiose in questo mondo. Sebbene non ci sia una speranza pronunciata per l&#039;aldil\u00e0, i morti sembrano essere sollevati nelle &quot;mani di Dio&quot; o nel &quot;seno di Abramo&quot;.<\/p>\n<p>Secondo alcuni studiosi di religione, il successo del cristianesimo si basava in parte sul fatto che a tutti, ricchi o poveri, uomini o donne, padroni o schiavi, veniva dato un posto in paradiso. Tutto quello che doveva fare era credere nelle parole di Ges\u00f9 Cristo, che gli promise anche un posto in paradiso.<\/p>\n<p>In ogni caso, non sorprende che gli antichi cercassero modi per sfuggire a questa esistenza dopo la morte senza gioia come esseri umani e invece ascendere come immortali divinizzati al paradiso, la dimora degli &quot;dei&quot;.<\/p>\n<p>Storicamente, gli abitanti della Mesopotamia - Sumeri e Babilonesi - furono i primi a cercare strade verso l&#039;immortalit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Sumer e Babilonia<\/strong><br \/>\nGi\u00e0 10 o 15.000 anni fa, una religione primitiva era diffusa nella regione mesopotamica, in Nord Africa, Asia Minore e Arabia, che si estendeva anche attraverso la regione indiana fino alla Mongolia. I loro culti probabilmente monoteistici, poi probabilmente enoteistici *) erano praticati da nomadi che non conoscevano n\u00e9 residenze permanenti n\u00e9 templi.<\/p>\n<p>Gli studiosi di religione parlano della &quot;religione semitica&quot; (circa 12.000-2.000 aC), in cui, ad esempio, gli antenati erano adorati come esseri spirituali, proprio come fanno oggi i popoli primitivi. I credenti di questa antica religione dovevano adempiere ai loro doveri verso Dio, cos\u00ec che attraverso le buone azioni si apriva loro la porta del giardino di Dio (9). Mancava una dottrina di salvezza sviluppata.<\/p>\n<p>Questa religione senza tempio \u00e8 considerata l&#039;origine di tutte le religioni successive, in particolare delle tre religioni mondiali monoteiste (ebraismo, cristianesimo, islam).<\/p>\n<blockquote><p><strong>La Torre di Babilonia<\/strong><br \/>\nI Sumeri, che crearono la pi\u00f9 antica cultura alta in Mesopotamia, svilupparono 5.000 anni fa un&#039;architettura sacra monumentale, che in seguito serv\u00ec da modello per i babilonesi.<br \/>\nNella Bibbia (Genesi 11), la Torre di Babele \u00e8 un simbolo dell&#039;arroganza di coloro che sfidano Dio.<br \/>\nGli archeologi chiamano questa torre babilonese &quot;ziggurat&quot;, la pi\u00f9 alta e magnifica delle tante torri-tempio costruite nelle citt\u00e0 della Mesopotamia.<br \/>\nUno ziggurat \u00e8 un tipo di piramide a gradoni, con terrazze di mattoni collegate da scale e sormontate da un tempio. Questa peculiare architettura del tempio ha portato a supporre che gli abitanti originari della Mesopotamia - siano essi i Sumeri, la cui esistenza \u00e8 dubbia, o qualche altra gente - siano emigrati da un paese di montagna. Abituati ad adorare i loro dei sulle cime delle montagne, avrebbero eretto &quot;montagne&quot; artificiali sulle pianure per costruire templi. Tra le famose strutture degli ultimi tempi, le piramidi a gradoni di Teotihuacan (Messico centrale) assomigliano pi\u00f9 da vicino a uno ziggurat.<\/p><\/blockquote>\n<p>Diverse forme di religione si svilupparono quindi dietro le mura delle prime citt\u00e0, come quella sumerica (da circa 9.000 a 3.000 aC) e quella babilonese (da circa 4.000 a 500 aC).<\/p>\n<p>La misura in cui i babilonesi adottarono idee religiose dai sumeri, che parlavano una lingua diversa e appartenevano a un diverso gruppo etnico, ha poca importanza per la nostra considerazione. Anche gli dei babilonesi, i loro nomi e il loro significato sono di maggiore interesse per gli studiosi di religione. Come in altre religioni antiche, c&#039;erano diversi dei principali, che rivelano anche la situazione politica: dopo l&#039;espansione di un dominio, gli dei locali divennero regolarmente divinit\u00e0 nazionali generalmente riconosciute (1, p. 49). Per migliaia di anni \u00e8 stato utilizzato il potere di formazione dello stato e di mantenimento del potere delle religioni, i cui comandamenti erano spesso leggi terrene.<\/p>\n<p>A Babilonia, ad esempio, Marduk, originariamente il dio tribale degli Amorrei, era considerato il dio supremo probabilmente fin dal regno del re Hammurabi (1726-1686 aC).<\/p>\n<p>Quando l&#039;Alto e il Basso Egitto furono uniti da Menes (ca. 3.000 aC), il dio del sole Re (o Amon-Re) divenne il dio-re e sovrano del mondo (1, p. 64).<\/p>\n<p>I romani chiedevano, spesso solo formalmente, il riconoscimento del &quot;Giove Capitolino&quot; in tutte le parti del loro impero, e gli europei del 19\u00b0 secolo volevano ancora convertire i loro popoli coloniali al Dio cristiano.<\/p>\n<blockquote><p><strong>La confusione babilonese delle lingue<\/strong><br \/>\nNaturalmente, la confusione linguistica descritta nella Bibbia (Genesi 11) non si \u00e8 verificata in questa forma, sebbene persone di diversi gruppi etnici con lingue diverse si siano incontrate nella &quot;citt\u00e0 cosmopolita&quot; di Babilonia. Nella migliore delle ipotesi, si pu\u00f2 ancora discutere di significati simbolici, come la perdita di un terreno comune o la possibilit\u00e0 di raggiungere un accordo su obiettivi comuni. Il passaggio biblico ha anche suscitato discussioni sull&#039;esistenza di una &quot;lingua originale dell&#039;umanit\u00e0&quot; comune. Nel Medioevo si credeva che potesse essere solo l&#039;ebraico, la lingua in cui i Dieci Comandamenti sarebbero stati scritti sulle tavolette presumibilmente date da Dio. \u00c8 noto il tentativo di Federico II (1194-1250) di Hohenstaufen di far crescere i bambini senza che gli si parli; nell&#039;aspettativa che parlassero ebraico di propria iniziativa.<br \/>\nOggi, alcuni linguisti assumono una protolingua comune dell&#039;umanit\u00e0 60 - 100.000 anni fa.<\/p><\/blockquote>\n<p>I babilonesi, separati dai loro d\u00e8i principali da un&#039;enorme voragine, avevano ancora d\u00e8i protettivi come una sorta di istanza intermedia come dio personale di ogni essere umano (paragonabile all&#039;angelo custode dei cristiani o ai santi?), che intercedeva presso il principale d\u00e8i per coloro a cui teneva. Se una persona veniva abbandonata dal suo dio tutelare, allora questa povera persona era alla merc\u00e9 degli attacchi dei demoni e poteva essere danneggiata dalla stregoneria.<\/p>\n<p>I miti della creazione dei babilonesi furono adattati alle condizioni di vita dei contadini mesopotamici, che dipendevano dall&#039;agricoltura irrigua. Zappe e cesti, strumenti per l&#039;agricoltura e per costruire e riparare i sistemi di canali, erano elementi di una teologia della creazione presumibilmente adottata dai Sumeri.<br \/>\nI babilonesi sono considerati un popolo profondamente religioso i cui insegnamenti spirituali richiedevano bont\u00e0 e verit\u00e0, legge e ordine, giustizia, libert\u00e0, acquisizione di conoscenza, coraggio e fedelt\u00e0.<\/p>\n<blockquote><p><strong>L&#039;epopea di Gilgamesh<\/strong><br \/>\nIl &quot;romanzo pi\u00f9 antico del mondo&quot; (sopravvissuto in diverse versioni) \u00e8 stato ed \u00e8 interpretato e interpretato in molti modi. Copre diversi argomenti, offre approfondimenti sul modo di pensare delle persone dell&#039;antico Oriente nel 3\u00b0 millennio aC e affronta questioni umane di importanza senza tempo. Racconta le avventure del re sumero Gilgamesh, che govern\u00f2 la citt\u00e0 di Uruk pi\u00f9 di 4000 anni fa.<br \/>\nNei miti che circondano Gilgamesh, gli dei svolgono ancora un ruolo importante nella vita umana; ma questi stanno gi\u00e0 mettendo in discussione le decisioni degli d\u00e8i, anche apertamente opponendosi ad esse. L&#039;inizio di un&#039;emancipazione dagli dei. Con l&#039;inizio della separazione dagli dei, anche le persone perdono un punto di vista, non possono pi\u00f9 fare affidamento sugli oracoli, sono ributtate su se stesse e devono decidere da sole. Nell&#039;Epopea di Gilgamesh si pu\u00f2 vedere la pi\u00f9 antica espressione sopravvissuta del pensiero illuminista.<br \/>\nUn motivo fondamentale della poesia di Gilgamesh \u00e8 la ricerca dell&#039;immortalit\u00e0, che da allora ha occupato pi\u00f9 o meno molte religioni. Gilgamesh \u00e8 profondamente scosso dalla consapevolezza della sua finitezza e cerca disperatamente di sfuggire all&#039;inevitabilit\u00e0 della morte. L&#039;Epopea di Gilgamesh non trova una risposta a questa domanda fondamentale di tutte le religioni: la temporalit\u00e0 e la caducit\u00e0 degli esseri umani terreni. In una delle versioni sopravvissute (l&#039;Antico Babilonese) il consiglio \u00e8 di godersi la vita e di non preoccuparsi dell&#039;inevitabile fine. Ma si pu\u00f2 cercare di ottenere il favore degli d\u00e8i attraverso la piet\u00e0 e forse ancora raggiungere l&#039;immortalit\u00e0 (un concetto che da allora \u00e8 stato predicato in molte varianti ancora e ancora).<br \/>\nL&#039;influenza dell&#039;Epopea di Gilgamesh sulla Bibbia \u00e8 evidente; il pi\u00f9 noto \u00e8 che la narrativa del Diluvio si trova gi\u00e0 nel mito babilonese.<\/p><\/blockquote>\n<p>Con l&#039;agricoltura organizzata per l&#039;irrigazione e la vita dietro le mura delle citt\u00e0, il senso di sicurezza nella natura era apparentemente perso; Sorse la paura del futuro e persino la fede negli dei vacill\u00f2. Quindi ci furono i primi scettici nella storia della religione a Babilonia.<\/p>\n<p>Una preoccupazione fondamentale dei babilonesi era il desiderio dell&#039;immortalit\u00e0. Nessuno poteva sfuggire alla morte, ma le persone non volevano accettare la triste continuazione della vita nel cupo mondo sotterraneo e cercavano modi per sfuggire a questo destino inevitabile. <span style=\"font-size: inherit;\">Nell&#039;Epopea di Gilgamesh, questa ricerca di modi per superare la morte \u00e8 un tema centrale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: inherit;\"> I babilonesi non trovarono una spiegazione convincente e coerente del destino umano dopo la morte, e nemmeno gli antichi insegnamenti successivi erano certi. Forse con l&#039;eccezione di alcune religioni misteriche, che nei loro culti segreti aprono agli iniziati intuizioni sulla trama della creazione e tolgono la paura dell&#039;aldil\u00e0? (3, pag. 40).<\/span><\/p>\n<p>La ricerca delle vie per la vita eterna, che da millenni muove i religiosi, \u00e8 stata posta per la prima volta in Mesopotamia e ha affrontato cos\u00ec un tema vivo ancora oggi.<\/p>\n<p>Continua <a href=\"https:\/\/www.siegfriedhagl.com\/it\/storia-religiosa\/gli-etruschi\/\">\"Religioni dell'antichit\u00e0\" IV.<\/a><\/p>\n<p><strong>Voto finale:<\/strong><\/p>\n<p>*) Enoteismo = adorazione di un dio. Si presume che ci siano molti dei, ma si invoca un solo dio come se fosse l&#039;unico. Probabilmente un precursore del monoteismo. (Dopo l&#039;enciclopedia Brockhaus).<br \/>\nL&#039;ebreo Yahweh era anche originariamente un dio tribale degli ebrei.<\/p>\n<p><strong>Letteratura.<br \/>\n<\/strong>(1) Clemen, Carl, Le religioni della terra, Vol. 1\u2033, Goldmann, Monaco di Baviera 1966.<br \/>\n(2) Drehsen, Volker et al., Dizionario del cristianesimo, Orbis, Monaco, 1995.<br \/>\n(3) Hagl, Siegfried, Spreu und Weizen, Gralsverlag, Purgstall, 2003.<br \/>\n(4) Mertens, Heinrich A., &quot;Manuale di studi biblici&quot;, Bechterm\u00fcnz, Augusta 1997.<br \/>\n(5) Roberts, John M., Illustrated World History Volume I di Knaur, Droemer-Knaur, Monaco di Baviera 2001.<br \/>\n(6) Schwab, Gustav, Le pi\u00f9 belle leggende dell&#039;antichit\u00e0 classica, Carl Ueberreuter, Vienna, 1954.<br \/>\n(7) http:\/\/home.datacomm.ch\/ahmet.sabanci\/rw\/3_babyl.htm.<br \/>\n(8) http:\/\/www.koinae.de\/JENSEITS.htm.<br \/>\n(9) http:\/\/mypage.bluewindow.ch\/Ahmet\/bildung\/semit.htm.<br \/>\n(10) http::\/\/www.pinselpark.org\/geschichte\/einzel\/a05_3000_orient\/gilga\/inhalt_epos.html.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Ver\u00f6ffentlicht in GralsWelt 33\/2004) In esoterischen Kreisen ist die Ansicht verbreitet, dass dem Menschen schon am Beginn der Menschwerdung bewusst war, dass der eigentliche Mensch &#8211; seine Seele oder sein Geist &#8211; nach dem Ablegen seines Erdenk\u00f6rpers weiterhin existiert, dass es somit ein \u201eDiesseits&#8220; und ein \u201eJenseits&#8220; gibt. 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