{"id":682,"date":"2009-04-16T15:47:54","date_gmt":"2009-04-16T14:47:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.siegfriedhagl.com\/?page_id=682"},"modified":"2023-01-19T11:36:42","modified_gmt":"2023-01-19T10:36:42","slug":"made-in-germany-ein-nachruf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.siegfriedhagl.com\/it\/economico-sociale\/made-in-germania-un-necrologio\/","title":{"rendered":"Made in Germany \u2013 un necrologio"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>(Pubblicato su GralsWelt 2\/1997)<\/p><\/blockquote>\n<p>Il 23 agosto 1887, il parlamento britannico ha approvato una legislazione che richiede a tutte le merci importate in Gran Bretagna di mostrare il paese di origine sulla merce stessa o sull&#039;imballaggio.<\/p>\n<p>Questa prima &quot;legge a tutela dei consumatori&quot; era principalmente diretta contro la Germania, che negli ultimi decenni dell&#039;Ottocento seppe aumentare enormemente le sue esportazioni; non solo in Inghilterra e in altri paesi europei, ma anche nell&#039;Estremo Oriente, che la Gran Bretagna considerava il suo mercato interno.<\/p>\n<p><strong>Inghilterra: la principale nazione industriale<\/strong><br \/>\nNel 18\u00b0 e 19\u00b0 secolo l&#039;Inghilterra aveva guadagnato un notevole vantaggio nella tecnologia e nell&#039;industria. Pionieri della tecnologia come James Watt (1736-1819) ed economisti lungimiranti come Adam Smith (1723-1790) avevano gettato le basi in teoria e pratica su cui le fabbriche inglesi, la politica economica e finanziaria inglese divennero un modello molto rispettato per il resto del mondo potrebbe svilupparsi. Chiunque volesse conoscere la tecnologia pi\u00f9 moderna e le industrie avanzate del 19\u00b0 secolo doveva recarsi in Inghilterra.<\/p>\n<p>Ci sono abbastanza esempi di tali viaggiatori. L&#039;ingegnere, scrittore e poeta svevo Max Eyth (1836 \u2013 1906) non riusc\u00ec a trovare un lavoro in Germania che corrispondesse alle sue qualifiche, nonostante la formazione di prim&#039;ordine impartita da eminenti scienziati di ingegneria al Politecnico di Stoccarda. Tent\u00f2 la fortuna in Inghilterra e alla fine viaggi\u00f2 per il mondo al servizio di un produttore inglese di macchine agricole.<\/p>\n<p>Friedrich Engels (1820 - 1895), figlio del proprietario di una fabbrica di Engelskirchen, non lontano da Colonia, avrebbe dovuto studiare la pi\u00f9 moderna industria tessile inglese. Gli spiacevoli effetti collaterali di questo periodo di pionierismo industriale - oggi ostracizzato come \"capitalismo di Manchester\" - lo scoraggiarono a tal punto da diventare coautore del \"Manifesto comunista\" insieme a Karl Marx (1818 - 1883) e uno dei padri fondatori del movimento socialista. Infatti, la \"prima rivoluzione industriale\" si \u00e8 sviluppata inizialmente in modo caotico, incontrollato e senza una sufficiente considerazione degli sconvolgimenti sociali che ha innescato. -<\/p>\n<p>La Germania, l&#039;allora paese povero e dilaniato, aveva poco da contrastare le conquiste economiche dei principali britannici del mondo. Nella prima met\u00e0 del 19\u00b0 secolo, l&#039;industria tedesca era ancora nelle prime fasi di sviluppo. Furono costruite solo fabbriche individuali, per lo pi\u00f9 pi\u00f9 piccole, che potevano tenere il passo con gli esemplari di qualit\u00e0 inglese solo in casi eccezionali. Ad esempio, fu una sensazione che nessuno si aspettava quando Alfred Krupp ricevette il pi\u00f9 alto riconoscimento per la fusione di acciaio di pezzi di grandi dimensioni alla prima esposizione mondiale nel 1851.<\/p>\n<p>La fondazione del Secondo Impero tedesco nel 1871 non cambi\u00f2 molto nel modo in cui l&#039;industria tedesca era in ritardo. Solo la ripresa degli &quot;anni di fondazione&quot; verso la fine del XIX secolo port\u00f2 l&#039;industria tedesca al suo primo grande boom, che fu utilizzato non solo per espandere la produzione, ma anche per apportare notevoli miglioramenti nella qualit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>La Germania sta recuperando terreno<br \/>\n<\/strong>La legge britannica, percepita come discriminatoria in Germania, divenne un incentivo per l&#039;industria tedesca. I prodotti tedeschi volevano misurarsi con i migliori prodotti del mondo e, se possibile, essere migliori della concorrenza.<\/p>\n<p>Sappiamo tutti cosa \u00e8 stato finalmente raggiunto: scienziati, chimici e ingegneri formati presso le universit\u00e0 tedesche sono riusciti a portare l&#039;antico orgoglio tedesco dell&#039;artigianato nella produzione industriale e a creare un sigillo di qualit\u00e0 riconosciuto a livello mondiale dal &quot;Made in Germany&quot; originariamente inteso come svalutazione .<\/p>\n<p>Da allora, il &quot;Made in Germany&quot; \u00e8 stato il sigillo assoluto di valore e qualit\u00e0, \u00e8 diventato l&#039;epitome della diligenza tedesca e dell&#039;efficienza tedesca. Infine, ma non meno importante, la Germania, in gran parte distrutta dopo la seconda guerra mondiale, deve la sua ascesa economica - spesso associata a Ludwig Erhard (1897 - 1977) come il &quot;miracolo economico&quot; - anche all&#039;aura del famoso &quot;Made in Germania&quot;.<\/p>\n<p><strong>E oggi?<br \/>\n<\/strong>Dopo quasi un secolo del marchio migliore e di maggior successo di tutti i tempi - il Made in Germany - sotto il quale la Germania \u00e8 cresciuta fino a diventare la pi\u00f9 grande nazione esportatrice del mondo, buttiamo quasi timidamente in mare questo simbolo di qualit\u00e0 senza pensare troppo a ci\u00f2 che siamo perdere con esso. Uno sviluppo inevitabile nell&#039;ambiente globale di oggi? O l&#039;espressione di scelte gestionali miopi che trascurano gli interessi economici di lungo periodo a causa delle vere pressioni economiche del momento?<\/p>\n<p>Si sente senza vergogna dalle fabbriche automobilistiche tedesche: &quot;Oggi il nostro standard di qualit\u00e0 \u00e8 &#039;Made by Mercedes (o BMW, ecc.)&#039;&quot; Oppure si parla di &quot;ingegneria tedesca&quot;.<\/p>\n<p>Chi acquista oggi un&#039;auto tedesca non pu\u00f2 pi\u00f9 aspettarsi che il suo nuovo veicolo sia composto in gran parte da parti tedesche o almeno sia stato prodotto in Germania. &quot;Global sourcing&quot; o &quot;outsourcing&quot;*) \u00e8 il nuovo slogan: materie prime, prodotti preliminari, interi assemblaggi vengono acquistati da qualche parte nel mondo; chiunque soddisfi le specifiche delle societ\u00e0 pu\u00f2 consegnare, a condizione che possa offrire a buon mercato. Acciaio dall&#039;India, pneumatici dalla Corea, motori dall&#039;Ungheria: quasi tutto pu\u00f2 essere trovato nei prodotti dei grandi nomi tedeschi. Intere fabbriche vengono trasferite in paesi a basso salario e non si parla quasi di lavoro tedesco di qualit\u00e0 e affidabilit\u00e0 tedesca. Il vantaggio su altri paesi, spesso esotici, si \u00e8 ridotto e spesso si sente dire che altri, soprattutto in Asia, lavorano in modo pi\u00f9 diligente, fanno richieste inferiori, raramente festeggiano i malati e non sono meno affidabili.<\/p>\n<p>Tuttavia, sono in aumento anche i richiami di dispositivi difettosi o con errori di produzione, che non devono essere solo il risultato di un crescente senso di responsabilit\u00e0 da parte dei produttori e di leggi pi\u00f9 severe sulla responsabilit\u00e0 del prodotto.<\/p>\n<p><strong>La fine di un era<\/strong><br \/>\nL&#039;era del &quot;Made in Germany&quot; sembra volgere al termine e i tedeschi non se ne accorgono nemmeno.<br \/>\nL&#039;operaio specializzato tedesco un tempo tanto decantato improvvisamente non \u00e8 pi\u00f9 richiesto; diventa disoccupato a file e non capisce pi\u00f9 il mondo.<\/p>\n<p>Il know-how tecnico e la conoscenza economica sono disponibili in tutto il mondo e i capitali internazionali affluiscono dove sono attesi i rendimenti pi\u00f9 elevati. Si dice che anche le &quot;virt\u00f9 tedesche&quot; un tempo proverbiali (diligenza, affidabilit\u00e0, parsimonia) siano pi\u00f9 comuni nell&#039;Asia orientale che nella Vecchia Germania in questi giorni.<\/p>\n<p>Quindi la &quot;Terza Rivoluzione Industriale&quot; iniziata dalla microelettronica e dall&#039;era dell&#039;informazione \u00e8 in procinto di divorare i suoi figli (i paesi industrializzati classici)? Sempre pi\u00f9 paesi in via di sviluppo stanno diventando paesi industrializzati competitivi? Centinaia di milioni di manodopera a basso costo stanno distruggendo la prosperit\u00e0 dei &quot;paesi ricchi&quot;?<\/p>\n<p>\u00c8 ancora troppo presto per rispondere a queste domande. Tuttavia, alla Germania e all&#039;Europa non sar\u00e0 risparmiato un ripensamento, un riorientamento. Perch\u00e9 la &quot;Terza Rivoluzione Industriale&quot; non \u00e8 dissimile dalla &quot;Prima Rivoluzione Industriale&quot;: cio\u00e8 incontrollata, a volte caotica e forse anche del tutto inaspettata in una direzione che ancora nessuno conosce.<\/p>\n<p>Le previsioni sono quindi difficili e le ricette offerte dalla politica, dalle imprese e dai sindacati sono generalmente pi\u00f9 adatte agli interessi attuali del rispettivo gruppo sociale che alle sfide del 21\u00b0 secolo.<\/p>\n<p><strong>Voto finale:<\/strong><br \/>\n*) Global sourcing = sviluppo delle fonti di approvvigionamento in tutto il mondo. Outsourcing = riduzione dell&#039;integrazione verticale spostando il maggior numero possibile di processi produttivi al fornitore. Ad esempio, l&#039;industria automobilistica si sta sforzando di lavorare con meno di cento fornitori, ciascuno dei quali fornisce assemblaggi completi, invece di poche migliaia.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Ver\u00f6ffentlicht in GralsWelt 2\/1997) Am 23. August 1887 verabschiedete das britische Parlament ein Gesetz, das verlangte, dass bei allen nach Gro\u00dfbritannien eingef\u00fchrten Waren das Ursprungsland entweder auf der Ware selbst oder auf der Umh\u00fcllung anzugeben sei. Dieses fr\u00fche \u201eVerbraucherschutz-Gesetz&#8220; war haupts\u00e4chlich gegen Deutschland gerichtet, das seinen Export in den letzten Jahrzehnten des 19. 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