{"id":66,"date":"2009-03-16T15:12:14","date_gmt":"2009-03-16T14:12:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.siegfriedhagl.com\/?page_id=66"},"modified":"2025-02-07T11:32:25","modified_gmt":"2025-02-07T10:32:25","slug":"leben-fuer-den-tod","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.siegfriedhagl.com\/it\/storia-religiosa\/vivere-per-la-morte\/","title":{"rendered":"Religioni dell&#039;Antichit\u00e0 II: EGITTO"},"content":{"rendered":"<p><\/p>\n\n\n<blockquote>\n<p>(Pubblicato su GralsWelt 34\/2004)<\/p>\n<\/blockquote>\n<p><strong>VITA PER MORTE?<\/strong><\/p>\n<p><em>&quot;Non uscirai (= muori) da casa tua se non conosci il luogo dove giace il tuo corpo. Che il tuo luogo di riposo, dove desideri che il tuo corpo sia sepolto, sia noto, affinch\u00e9 tu possa essere sepolto... Adorna... la tomba che conterr\u00e0 il tuo corpo\u201d.<\/em><br \/>Da un antico testo egizio dello scriba Ani. (5, pag. 202).<\/p>\n<blockquote>\n<p><strong>TESTI RELIGIOSI DEGLI EGIZI<\/strong><br \/>I miti egizi sono solitamente tramandati solo da scrittori antichi (es. Erodoto, Plutarco, Diodoro).<br \/>La letteratura religiosa d&#039;Egitto comprende numerosi testi come inni agli dei, invocazioni, trasfigurazioni e, dal nuovo regno, anche preghiere. Furono progettati nei templi e adornarono le pareti delle tombe reali e in seguito anche di tombe private. Mancano determinazioni dogmatiche, tanto che non si pu\u00f2 parlare di religione libraria. I pi\u00f9 noti di questi testi sono:<br \/>Antico Regno: Testi delle Piramidi,<br \/>Regno di mezzo: testi della bara,<br \/>New Kingdom: Underworld Texts e il Libro dei Morti.<br \/>Gli studiosi di religione discutono i testi tradizionali. Gli esoteristi presumono che il contenuto dell&#039;insegnamento pi\u00f9 profondo fosse segreto e potesse essere trasmesso solo oralmente. Avremmo quindi a nostra disposizione solo i testi profani destinati al grande pubblico, che potrebbero essere pi\u00f9 lontani dagli insegnamenti pi\u00f9 profondi del sermone di un prete di villaggio dalle lezioni in un&#039;accademia dei gesuiti.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p><strong>L&#039;EGITTO \u00c8 QUALCOSA DI SPECIALE:<\/strong><\/p>\n<p>Nel clima secco del deserto, i manufatti di un'antica cultura si conservano meglio che altrove e i reperti archeologici \"nella sabbia\" non hanno eguali per dimensioni e valore materiale e immateriale. (Cfr. \"<a href=\"https:\/\/www.siegfriedhagl.com\/it\/recensioni-di-libri-e-film\/il-serpente-nel-firmamento\/\">Il serpente nel firmamento<\/a>&#8222;).\u00a0<\/p>\n<p>Tombe riccamente arredate, decorate con immagini e iscritte, raccontano la vita quotidiana di migliaia di anni fa, le credenze religiose e le prove che hanno atteso tutti i defunti nel loro viaggio nell&#039;aldil\u00e0.<\/p>\n<p>Tuttavia, ci\u00f2 che gli esperti determinano dai numerosi templi, tombe, mummie, iscrizioni, manufatti dell&#039;antico Egitto, per la comprensione religiosa della gente di quel tempo \u00e8 strano: si ha l&#039;impressione che la vita non fosse il fulcro della vita quotidiana, ma la morte; che la cosa pi\u00f9 importante sulla terra non era la formazione delle condizioni di vita, ma la preparazione alla morte, all&#039;altro mondo, all&#039;essere dopo la morte.<\/p>\n<p><em>&quot;La vita \u00e8 breve, la morte \u00e8 lunga&quot;<\/em> era apparentemente la credenza degli antichi egizi; ed era necessario prepararsi a questa lunga, lunghissima esistenza dopo la morte. In quale altro modo capire che gli artigiani della &quot;Valle dei Re&quot;, che costruivano tombe per l&#039;\u00e9lite nei giorni feriali, lavoravano alla propria tomba nei giorni festivi?<\/p>\n<p>Dopo la morte, il cadavere di ogni egiziano i cui parenti potevano permetterselo doveva essere conservato e ospitato in una tomba che fosse il pi\u00f9 permanente possibile, protetta dai ladri e conteneva tutte le attrezzature necessarie e utili per il viaggio nell&#039;aldil\u00e0. Pi\u00f9 una personalit\u00e0 influente, pi\u00f9 grandiosa \u00e8 la sua tomba, le decorazioni tombali, i corredi funerari. Questo culto della morte assunse proporzioni che difficilmente si trovano tra nessun altro popolo, anche se ancora oggi si considerano indispensabili magnifici monumenti funebri per personalit\u00e0 di spicco.<\/p>\n<p><strong>sopravvivenza dopo la morte<\/strong><\/p>\n<blockquote>\n<p><strong>IL MITO DI OSIRIS<\/strong><br \/>Osiride era il figlio maggiore del dio della terra Geb e della dea del cielo Nut, e quindi il legittimo erede del regno terreno, che govern\u00f2 con la moglie Iside. Fu un periodo felice che termin\u00f2 bruscamente quando Seth, il fratello minore, uccise Osiride e smembrava il cadavere. Iside \u00e8 andata alla ricerca delle parti del corpo, \u00e8 stata in grado di metterle insieme e portarle in vita abbastanza a lungo da permettere a Osiride di generare Horus con lei.<br \/>Osiride ottenne l&#039;immortalit\u00e0 e divenne il sovrano degli inferi, incluso il paradiso, suo figlio Horus il legittimo re.<br \/>Le immagini di culto mostrano Iside con il ragazzo Horus e un egiziano potrebbe ancora scoprire raffigurazioni corrispondenti in forme pi\u00f9 moderne in molti luoghi oggi.<br \/>Il mito del dio morto (assassinato) e risorto \u00e8 un&#039;idea religiosa diffusa che compare, ad esempio, nella mitologia greca nella forma di Adone e Attis, nei miti germanici come Baldur.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Gli antichi egizi credevano nella vita dopo la morte sulla terra e avevano idee sul paradiso, ma a quanto pare non si aspettavano pi\u00f9 vite sulla terra.<\/p>\n<p>Sembra che non potessero scrollarsi di dosso l&#039;idea che la natura immateriale e spirituale della persona (il suo ka) potesse sopravvivere solo in stretta connessione, persino in dipendenza, dal suo cadavere. I loro sforzi per preservare il corpo attraverso l&#039;imbalsamazione e per proteggerlo dalla decomposizione attraverso elaborati siti di sepoltura furono altrettanto grandi:<\/p>\n<p>&#8222;<em>Poich\u00e9 il ka del defunto ha vita eterna solo se trova una dimora permanente nel corpo preservato o in un&#039;immagine immortale, i re, temendo che il loro corpo imbalsamato un giorno si disintegri, lasciano la loro immagine di pietra in una stanza segreta della piramide impostare.&quot;<\/em> (7)<\/p>\n<p>L&#039;antico viaggio egizio nell&#039;aldil\u00e0 ci sembra altrettanto confuso:<\/p>\n<p><em>&quot;L&#039;egiziano desiderava trascorrere la giornata al fresco della sua tomba, banchettando con le provviste che i suoi discendenti portavano alla tomba, o che la magia gli forniva... per venire al sole brigantino al calar della notte, per fermarli, per fare spazio ci vuole per attraversare l&#039;orizzonte, e cos\u00ec passare in sicurezza negli inaccessibili e pericolosi regni dell&#039;Aldil\u00e0... per dimorare l\u00ec nei Giardini di Osiride, o in qualche altro paradiso a piacimento, e trovare piacevoli passatempi... nel momento in cui il sole sorge preparandosi a lasciare questi incantevoli regni, che ancora una volta erano immersi nelle tenebre, per salire di nuovo sulla chiatta di Re, per attraversare su di essa l&#039;orizzonte orientale e per tornare sulla terra con l&#039;alba del giorno... e finalmente in la forma di un uccello con testa umana, come la tradizione concedeva alle anime per questo pellegrinaggio, in fretta di raggiungere la tomba\u201d.<\/em> (3, p. 47 segg.):<\/p>\n<p><strong>Il mondo degli dei<\/strong><\/p>\n<p>Gli antichi egizi avevano l&#039;idea di un cosmo unificato e ordinato. Il corso del sole ha mostrato questo ordine, che ha trovato la sua personificazione nella dea del cielo Ma&#039;at, la figlia del dio del sole.<\/p>\n<p>Il popolo egiziano richiedeva immagini descrittive per il contenuto delle proprie convinzioni. Fu cos\u00ec che nacquero numerosi dei, che governarono il cosmo, operarono nella natura o nella societ\u00e0, o influenzarono la vita personale dell&#039;individuo.<\/p>\n<p>Ma queste figure divine probabilmente hanno avuto origine pi\u00f9 da quello<br \/>Secondo la credenza popolare (o quella ancora pi\u00f9 antica dei demoni?), non erano necessariamente \"divinit\u00e0\", ma piuttosto personificazioni di forze naturali, principi d'azione dell'inconoscibile, dell'indescrivibile:<\/p>\n<p><em>&quot;Le immagini degli dei non sono somiglianze di una divinit\u00e0, cos\u00ec come i nomi nominano davvero l&#039;innominabile, anche se avesse mille nomi.&quot;<\/em> (2a pag. 8).<\/p>\n<p>Anche le figure con teste di animali, a noi cos\u00ec estranee, non devono essere viste troppo unilateralmente:<\/p>\n<p><em>\u201cA molti dei viene assegnato un animale nella cui specie (nei tempi classici non nell&#039;individuo) si manifesta la funzione e l&#039;essenza della divinit\u00e0. L&#039;arte raffigura spesso questa divinit\u00e0 con corpo umano e testa di animale, come Horus con testa di falco, o Thoth, dio della scrittura e dell&#039;aritmetica e inventore della scrittura, con testa di ibis, ma anche come un uccello di ibis.<\/em><br \/><em> La testa di animale denota una parte essenziale del numen, che si pensava non potesse essere espressa in modo cos\u00ec preciso e allo stesso tempo esauriente.<\/em> (2a pag. 8).<\/p>\n<p>All&#039;inizio gli dei egizi erano per lo pi\u00f9 divinit\u00e0 locali, forse a volte esseri naturali (deva), il cui culto era profondamente radicato nelle persone:<\/p>\n<p><em>&quot;Ma dietro le centinaia di dei c&#039;\u00e8 in definitiva un solo dio principale. Il grande dio del sole, che di per s\u00e9 rimane sfuggente, santo e anonimo, si personifica in una vasta gamma di d\u00e8i, maschili e femminili.<\/em> (6).<\/p>\n<p>Come in altre religioni dell&#039;antichit\u00e0, le idee monoteistiche non erano sconosciute in Egitto, almeno nella classe superiore, e la classe spiritualmente dirigente ha cercato pi\u00f9 e pi\u00f9 volte di mettere ordine nella variet\u00e0 delle idee religiose e di adattarle al loro monoteismo filosofico.<\/p>\n<p>Il popolo, sostenuto dai sacerdoti, ha resistito alle riforme religiose e ha fallito, ad esempio <em>Akhenaton<\/em> (Amenophis IV, 1364-47 aC) Tentativo rivoluzionario di sostituire i vari dei e culti con un insegnamento monoteistico, anche per il forte legame del popolo con la tradizione. (3, pag. 59).<\/p>\n<p><strong>mediatore degli d\u00e8i<\/strong><\/p>\n<p>I templi erano i centri del culto degli dei. La sua parte pi\u00f9 importante \u00e8 Sekor, la cappella, il santo dei santi. Una stanza bassa e buia contenente un&#039;immagine della divinit\u00e0 principale, che i sacerdoti sacrificavano e adoravano in un rituale quotidiano. I fedeli potevano avvicinarsi all&#039;idolo solo nei giorni festivi, quando veniva portato fuori dal tempio, coperto di teli. Quindi tutti potevano pregare la divinit\u00e0 o farle domande. Risposte d&#039;accordo o in disaccordo sono state mostrate nei movimenti dell&#039;immagine.<\/p>\n<p>Il pi\u00f9 importante mediatore delle divinit\u00e0 era il faraone, che poteva interrogarle direttamente nel santo dei santi e riceveva da loro risposte che oggi possiamo solo spiegare come manipolazioni da parte del sacerdozio. Ogni visitatore dell&#039;Egitto rimane colpito dalle grandi incisioni rupestri che si trovano su quasi tutti i templi, raffiguranti un faraone che si sacrifica a un dio, garantendo la protezione della divinit\u00e0 per il paese.<\/p>\n<p>Dopo la sua morte, il faraone divenne &quot;Osiride&quot;, che ora protegge il suo paese dall&#039;aldil\u00e0. Nasce cos\u00ec il culto della personalit\u00e0 attorno al faraone, incomprensibile dal punto di vista odierno, quale indispensabile intercessore tra le divinit\u00e0.<\/p>\n<p>Continua <a href=\"https:\/\/www.siegfriedhagl.com\/it\/storia-religiosa\/religioni-dell-antichita-iii-la-ricerca-dell-immortalita\/\">\"Religioni dell'antichit\u00e0\" III.<\/a><\/p>\n<p>LETTERATURA:<br \/>(1) Barnett, Mary: &quot;Gods and Myths of Ancient Egypt&quot;, Gondrom, Bindlach, 1998.<br \/>(2) Brunner-Traudt, Emma\/Brunner, Hellmut: &quot;Osiride, Croce e Mezzaluna&quot;, Philipp von Zabern, Magonza, 1984.<br \/>(3) Drionton, \u00c9tienne: &quot;Le religioni dell&#039;antico Oriente&quot;, Pattloch, Aschaffenburg, 1963.<br \/>(4) Friedell, Egon: &quot;Storia culturale dell&#039;Egitto e dell&#039;antico Oriente&quot;, DTV, Monaco, 1982.<br \/>(5) Morenz, Siegfried: &quot;La religione egizia&quot;, W. Kohlhammer, Stoccarda, 1977.<br \/>(6) http:\/\/www.aegypten-rundreise.de\/religion.htm.<br \/>(7) http:\/\/religion.orf.at\/tv\/lexikon\/le_aegypten08.htm.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Ver\u00f6ffentlich in GralsWelt 34\/2004) LEBEN F\u00dcR DEN TOD ? &#8222;Du sollst nicht aus deinem Haus hinausgehen (=sterben), wenn du nicht die Stelle kennst, wo dein Leichnam ruhen wird. 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