{"id":1174,"date":"2009-05-16T11:20:44","date_gmt":"2009-05-16T10:20:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.siegfriedhagl.com\/?page_id=1174"},"modified":"2026-01-19T15:07:48","modified_gmt":"2026-01-19T14:07:48","slug":"der-kult-der-grosen-mutter","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.siegfriedhagl.com\/it\/storia-religiosa\/il-culto-della-bis-bis-madre\/","title":{"rendered":"Il culto della grande madre"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>(Pubblicato in GW 46\/2007)<\/p><\/blockquote>\n<h5><em>C&#039;era un culto religioso attorno alla &quot;grande madre&quot;, una divinit\u00e0 femminile suprema molto prima del monoteismo patriarcale (credenza in un dio)? E la cultura che si svilupp\u00f2 sotto di lei garantiva una convivenza armoniosa e pacifica in un &quot;et\u00e0 dell&#039;oro&quot;? Qui riassumiamo la ricerca su questa questione e descriviamo anche l&#039;importanza delle figure femminili nella tradizione cristiana.<\/em><\/h5>\n<p>Nelle religioni monoteiste oggi dominanti domina l'idea di un dio \"maschio\", accanto al quale, o meglio sotto il quale, tutti gli altri esseri superiori svaniscono o scompaiono. Gli dei e le dee pagane, un tempo cos\u00ec importanti, sono stati relegati da queste religioni nel regno della favola, oppure sono stati relegati nel regno dell'\"avversario\", del maligno. Questo \u00e8 stato a lungo considerato come un'espressione del progresso religioso, nel corso del quale la conoscenza spirituale sarebbe progredita da rituali primitivi e demoniaci attraverso l'animismo, il panteismo e il politeismo fino al monoteismo.<\/p>\n<p>I lettori della Bibbia o del Corano danno per scontato che il Dio supremo, unico e unico dei monoteisti abbia attributi maschili. Perch\u00e9 il dominio \u00e8 sinonimo di patriarcato. Anche in sociologia, le strutture sociali matriarcali sono per lo pi\u00f9 viste come espressione di un livello pi\u00f9 primitivo di civilt\u00e0. Oggi sono poche le comunit\u00e0 organizzate sulla base dei diritti materni e solo in piccolissimi gruppi, ad esempio tra i cinesi Mosu.<\/p>\n<p>Nel XXI secolo, le femministe mettono in discussione il Dio \"maschio\" e, ad esempio, riscrivono la Bibbia in modo che Dio appaia femminile. (4).<br \/>\nPer tutta la comprensione dei loro attacchi alla nostra societ\u00e0 ancora piuttosto patriarcale, queste femministe non hanno capito che il Creatore del cielo e della terra non pu\u00f2 essere n\u00e9 uomo n\u00e9 donna, ma deve stare ben al di sopra e al di l\u00e0 di questa \"divisione di specie\".<\/p>\n<p><strong>L&#039;elemento femminile nel monoteismo<\/strong><br \/>\nNonostante tutta la concentrazione sull&#039;unico Dio, i sacerdoti (maschi) delle religioni monoteiste non potevano estromettere completamente l&#039;elemento femminile dalla loro teologia.<\/p>\n<p>Nel giudaismo, alla Shechinah (Shekina) \u00e8 stata talvolta attribuita una dimensione divina femminile. Nel tempio di Gerusalemme, fino al 586 a.C., si trovava un albero di culto o un'immagine della dea della fertilit\u00e0 Asherah (Giudici 6:25 e 30), il cui culto \u00e8 ripetutamente criticato nella Bibbia, ma che a volte era considerata la moglie di Yahweh in Israele. (5). Lilith, forse in origine una divinit\u00e0 (la prima moglie di Adamo secondo l'antica tradizione ebraica e Goethe), divenne un fantasma notturno. (Is. 23,14). Profetesse ed eroine (come Deborah, Ruth e Giuditta) sono venerate ancora oggi.<\/p>\n<p>Nella fede cristiana, Maria di Nazaret, che ricevette poca attenzione nei primi secoli, ricevette uno status divino: \u00c8 interessante notare che ad Efeso - nell&#039;antichit\u00e0 precristiana centro di un famoso culto di Diana - il Terzo Concilio Ecumenico nel 421 dichiar\u00f2 Maria il &quot;portatore di Dio&quot; (Theotokos). . L&#039;ascensione della madre di Ges\u00f9 a diventare la regina del cielo e la pi\u00f9 importante santa subito dopo la Trinit\u00e0 \u00e8 stata sancita dal diritto canonico. A poco a poco, molti attributi dell&#039;ex dea madre, la Grande Madre, Inanna, Iside, Ishtar, Astarte, Cibele, Diana (Artemide), ecc., si unirono alla sua immagine.<\/p>\n<p>Nella mistica cristiana si \u00e8 sviluppata nei secoli l&#039;immagine delle virt\u00f9 maschili e femminili: Sophia (la saggezza), la Grande Dea, un\u00ec in s\u00e9 tre figlie o tre virt\u00f9 che si infondono nell&#039;anima attraverso le rivelazioni: fede, amore, speranza.<br \/>\nLe virt\u00f9 cardinali (maschili), che si acquisiscono da sole, sono diverse: Fortezza, Prudenza, Giustizia e Temperanza (3, p. 308).<\/p>\n<p>L&#039;elemento femminile \u00e8 stato soppresso in modo pi\u00f9 coerente nell&#039;Islam, ma divinit\u00e0 femminili si sono persino insinuate nel Corano*). Come secondo l&#039;Antico Testamento, secondo il Corano, l&#039;uomo \u00e8 stato creato per primo, la donna \u00e8 solo la compagna dell&#039;uomo e gli uomini sono responsabili delle donne. (Sura 4:34).<\/p>\n<p><strong>Sculture femminili di 30.000 anni<br \/>\n<\/strong>Nella seconda met\u00e0 del XX secolo, le femministe hanno creato un nuovo quadro della storia culturale e religiosa, soprattutto grazie alle ricerche dell&#039;archeologa Marija Gimbutas (1921-1994).<br \/>\nDi conseguenza, tra le sculture pi\u00f9 antiche ci sono figure femminili che hanno da 20.000 a 30.000 anni e in cui si sospettano rappresentazioni del donatore di vita. Si dice che questa dea del Paleolitico (Antica Et\u00e0 della Pietra), del Neolitico (Nuova Et\u00e0 della Pietra) o dell&#039;Et\u00e0 del Bronzo sia partenogenetica, il che significa che crea la vita da se stessa. \u00c8 la dea vergine originale, la &quot;grande madre&quot; che \u00e8 sopravvissuta in varie forme attraverso l&#039;antichit\u00e0 fino ai giorni nostri.<\/p>\n<p>L&#039;interpretazione dei reperti archeologici suggerisce che la dea appaia in molte variet\u00e0: madre vivificante e partoriente, padrona di animali e piante, madre terra (tra i contadini), dea uccello ambivalente, dea serpente (il serpente che pu\u00f2 mutare la sua pelle era il simbolo della continuit\u00e0 della vita), dea della morte e del rinnovamento della vita, ecc.<\/p>\n<blockquote><p><strong>Prima che lo yin fosse governato dallo yang<br \/>\n<\/strong><em>&quot;Conosciamo tutti le leggende di un&#039;era passata di armonia e pace. La Bibbia racconta di un giardino in cui la donna e l&#039;uomo vissero in armonia con se stessi e la natura, fino a quando un Dio maschio decret\u00f2 che d&#039;ora in poi la donna doveva essere soggetta all&#039;uomo. Il Tao-te-ching cinese descrive un&#039;epoca in cui lo yin, il principio femminile, non era ancora governato dallo yang maschile, un&#039;epoca in cui la saggezza della madre era ancora rispettata e, soprattutto, seguita. L&#039;antico poeta greco Esiodo parla di una &quot;razza d&#039;oro&quot; che arava la terra &quot;pacificamente e serenamente&quot; prima che una &quot;razza minore&quot; stabilisse il proprio dio della guerra. Ma mentre gli studiosi concordano sul fatto che le opere a cui si fa riferimento si basano in molti dettagli su eventi reali, c&#039;\u00e8 una lunga tradizione di liquidare come mera fantasia tutti i riferimenti a un&#039;epoca in cui donne e uomini vivevano insieme&quot;.<\/em><br \/>\nRiane Eisler. (Da: \"Calice e spada\", Goldmann, Monaco, 1987, p. 17).<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Un&#039;et\u00e0 d&#039;oro sotto la &quot;Grande Madre&quot;?<br \/>\n<\/strong>Secondo questa storia, c&#039;era una cultura sviluppata sotto il dominio della dea:<\/p>\n<p><em>\u201cI numerosi santuari di Catal H\u00fcy\u00fck sono testimonianze di una religione altamente sviluppata con il suo simbolismo e la mitologia completa; gli edifici rappresentano la culla dell&#039;architettura e dell&#039;urbanistica consapevole; l&#039;economia rivela un alto livello di sviluppo dell&#039;agricoltura e della zootecnia, e le numerose merci importate mostrano un fiorente commercio di materie prime&quot;.<\/em> (6, S. 47).<\/p>\n<p>Questa &quot;civilt\u00e0 dell&#039;antica Europa&quot; si diffuse tra il 7.000 e il 5.000 a.C. aC dall&#039;attuale Turchia, dall&#039;Egeo e dal Mar Adriatico (comprese le isole) alla Polonia meridionale e all&#039;Ucraina. Un centro frequentemente citato del culto della Grande Madre \u00e8 Creta. Si dice che i famosi complessi di templi di Malta e Gozo, che sono tra gli edifici sacri pi\u00f9 antichi della regione mediterranea, fossero dedicati alla &quot;Magna Mater&quot; (Grande Madre).<br \/>\nDi conseguenza, queste antiche culture europee sono state organizzate sulla base dei diritti materni, senza discriminare gli uomini. Soprattutto, erano pacifici. Non c&#039;erano grandi differenze di classe, si poteva fare a meno di fortificazioni e costruire insediamenti in luoghi panoramici.<br \/>\nAttualmente \u00e8 difficile dimostrare in modo definitivo fino a che punto questa immagine ideale di un'et\u00e0 dell'oro, in cui le persone unite nel culto della Grande Madre vivevano insieme in modo armonioso e pacifico, sia vera.<br \/>\nNaturalmente, ci sono anche delle riserve: Ad esempio, si dice che ci siano stati sacrifici umani alla dea e altre crudelt\u00e0. Resta da chiedersi perch\u00e9 questa civilt\u00e0 primordiale, cos\u00ec armoniosamente rappresentata, sia scomparsa.<\/p>\n<blockquote><p><strong>L&#039;et\u00e0 d&#039;oro di Ovidio <\/strong><br \/>\n<em>\"La prima era \u00e8 stata l'et\u00e0 dell'oro. Senza legge e <\/em><em>S\u00fchner lo mantenne vero e proprio di sua iniziativa. <\/em><em>Lontano era punizione e paura, non si leggeva dalle tavolette di bronzo <\/em><em>parole minacciose allineate, non temeva il loro giudice <\/em><em>Bocca la folla supplicante, nessun intercessore doveva proteggerli. <\/em><em>Il pino veniva ancora abbattuto per vedere il mondo straniero, <\/em><em>non discese dall&#039;alto dei loro monti nelle piene; <\/em><em>i mortali non conoscevano altra spiaggia che la propria. <\/em><em>Un ripido fossato non racchiudeva ancora le citt\u00e0, <\/em><em>tuba e corna di rame tese e pesate, ed elmi, <\/em><em>Le spade non c&#039;erano; e senza bisogno di guerrieri visse <\/em><em>i popoli se ne andarono, in dolce e sicuro riposo\u201d.<\/em><br \/>\nNaso Publio Ovidio. (Da: \"Metamorphosen\", DTV-Artemis, Monaco, 1990, p. 29 s.).<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Una rivoluzione attraverso l&#039;uso dei metalli<br \/>\n<\/strong>Nel IV millennio aC inizi\u00f2 l&#039;uso dei metalli; uno sviluppo tecnico decisivo che determina ancora oggi la nostra vita. Prima venne il rame, poi il bronzo pi\u00f9 duro (una lega di rame e stagno) e infine il ferro. I villaggi dell&#039;et\u00e0 della pietra persero la loro autosufficienza. Fino ad allora potevano produrre tutto ci\u00f2 di cui avevano bisogno tranne il sale, o almeno estrarlo non troppo lontano da dove vivevano. Vi furono importazioni di ceramiche, pietre dure, pietre preziose, oro e ambra, ma queste non furono decisive per la sopravvivenza degli insediamenti.<\/p>\n<p>Con l'introduzione dei metalli, le persone sono diventate dipendenti da strumenti che non potevano pi\u00f9 fabbricare da sole. Il materiale di solito proveniva da lontano e per lavorarlo erano necessari specialisti, presumibilmente artigiani itineranti. Inoltre, i guerrieri avevano bisogno di armi migliori e pi\u00f9 costose in metallo, superiori a quelle in legno e pietra. Per pagare i metalli, gli utensili e le armi importate, si dovette espandere la produzione agricola, a scapito dell'ambiente. Queste crescenti esigenze dell'economia diedero forse origine a nuove strutture sociali, con al vertice capi influenti che volevano espandere la loro sfera di potere (3). Tuttavia, il rovesciamento decisivo fu probabilmente imposto da conquistatori militarmente superiori.<\/p>\n<p><strong>Gli oppressori vengono a cavallo<br \/>\n<\/strong>Verso la fine del VI millennio aC inizi\u00f2 una svolta storica, le cui conseguenze incidono ancora oggi: con l&#039;addomesticamento del cavallo.<br \/>\nI popoli pastorali nelle vaste steppe della Russia meridionale tra il Dnepr, il Don e il Volga (oggi all&#039;incirca nell&#039;Ucraina orientale e nel Kazakistan settentrionale) impararono ad addomesticare i cavalli selvaggi, a usarli come animali da soma ea trainare carri e carri, e in seguito anche a cavalcarli. Una mobilit\u00e0 senza precedenti sedusse questi nomadi dalla met\u00e0 del V millennio aC a incursioni sempre pi\u00f9 estese, che innescarono la prima migrazione di popoli conosciuta.<\/p>\n<p>In una serie di invasioni, i popoli Kurgan nell&#039;Europa orientale, gli Archei e successivamente i Dori in Grecia, le trib\u00f9 semitiche in Palestina invasero. Questi popoli guerrieri indoeuropei invasero gli insediamenti delle antiche trib\u00f9.<br \/>\nDue diverse forme di societ\u00e0, chiaramente visibili nelle religioni e nelle mitologie, si scontrarono l'una con l'altra:<br \/>\nL'Europa antica rendeva omaggio alla Grande Madre, aveva una struttura sociale equilibrata senza antagonismi di classe ed era pacifica.<br \/>\nI bellicosi conquistatori erano organizzati in modo patriarcale, avevano chiare distinzioni di classe e la loro divinit\u00e0 suprema era un dio maschile e severo che esigeva obbedienza assoluta. Un tipico dio tribale che - simile allo Yahweh raffigurato nell'Antico Testamento <em>essendo<\/em> preferisce il popolo a tutti gli altri e addirittura legittima l&#039;omicidio, la rapina e l&#039;oppressione.<br \/>\nI due gruppi possedevano anche diversi sistemi di simboli, che sopravvivono nella mitologia e nel folklore europei fino ai giorni nostri. A titolo di esempio l&#039;interpretazione dei colori:<br \/>\n<em>* Nero:<\/em><br \/>\nVecchio europeo: colore della fertilit\u00e0 e della Madre Terra; fu ceduto alla sua erede, la &quot;Madonna Nera&quot;.<br \/>\nIndoeuropeo: colore della morte e degli inferi (colore degli abiti a lutto ancora oggi).<br \/>\n<em>* Bianco:<\/em><br \/>\nVecchio europeo: colore delle ossa, sta per morte.<br \/>\nIndoeuropeo: colore del dio del cielo radioso. (7, S. 130).<\/p>\n<p><strong>La guerra deve davvero essere il &quot;padre di tutte le cose&quot;?<br \/>\n<\/strong>Come di solito accade nella storia, trionfarono anche gli dei dei conquistatori e le divinit\u00e0 dei vinti furono spinte sottoterra, da cui solo occasionalmente emergono come deboli ricordi, fantasmi, demoni, streghe, diavoli.<br \/>\nEra finita anche con la vita pacifica dei contadini uguali. D&#039;ora in poi, oltre alle modeste tombe della gente comune, c&#039;erano magnifiche tombe principesche con ricchi doni, compresi i sacrificati.<\/p>\n<p>La residenza di un sovrano si trova ora su un&#039;altura difendibile ed \u00e8 fortificata. Poi sorgono le citt\u00e0-stato che si combattono. Secoli di guerre e distruzioni sono seguiti dalle prime civilt\u00e0 avanzate. Sono le societ\u00e0 celebrate nei libri di storia come culle della civilt\u00e0. Secondo la maggior parte degli storici, i prerequisiti per il loro sviluppo erano sistemi di governo rigorosamente gerarchici e patriarcali con truppe ben armate, ben addestrate e disciplinate.<\/p>\n<p>Tuttavia, dopo sei o sette millenni di guerre, le femministe in particolare cominciano a chiedersi se \"la guerra come padre di tutte le cose\" (Eraclito) sia davvero il motore della civilt\u00e0, o se le vie pacifiche, senza omicidi e distruzioni, sarebbero pi\u00f9 favorevoli al progresso culturale. In questa riflessione attuale<strong> due sistemi di regole<\/strong> confrontato:<\/p>\n<p>Quella dominante da millenni <strong><em>patriarcato<\/em><\/strong> con struttura gerarchica \u2013 violenta, disciplinata, bellicosa. Il suo dio \u00e8 il dio della vendetta dell&#039;Antico Testamento.<\/p>\n<p>A differenza dell&#039;equilibrato, pi\u00f9 organizzato al femminile <strong><em>civilt\u00e0 \"gilanica\" (matriarcato).<\/em><\/strong>\u00a0\u00c8 pacifica e la sua dea \u00e8 la \"Grande Madre\".<\/p>\n<p>E che ne dici di questo<em><strong> cristianesimo<\/strong>?<\/em><br \/>\nGi\u00e0 nell'antichit\u00e0, Marcione **) , ad esempio, sottolineava con fermezza che il Dio dell'Antico Testamento e il Padre amorevole predicato da Ges\u00f9 sembrano essere due divinit\u00e0 diverse. Se seguiamo l'opera \"Alla luce della verit\u00e0 - Messaggio del Graal\" (1) , allora Ges\u00f9, che si rivolgeva al Padre celeste chiamandolo \"abba\" (pap\u00e0), era consapevole che il Creatore insostanziale, in quanto origine di tutto ci\u00f2 che esiste, si trova ben al di sopra del maschile e del femminile nella creazione.<br \/>\nGli insegnamenti pacifici di Cristo, che mirano all&#039;armonia, sono quindi compatibili con il culto di una \u201cregina primordiale\u201d o \u201cmadre primordiale\u201d.<br \/>\nQuesto \u00e8 descritto nel Messaggio del Graal come appartenente al regno divino, come il <em>\"La primissima incarnazione di emanazione divino-sostanziale, l'unica ad assumere la forma femminile pi\u00f9 ideale. \u00c8 quindi la forma originale dell'emanazione dell'amore di Dio, che \u00e8 la prima a prendere forma in essa\". (1, volume 3, lezione 32, paragrafo 41).<\/em> Tuttavia, la &quot;Regina del Cielo&quot;, che \u00e8 di grande importanza per il creato, non ha nulla a che fare con Maria di Nazaret.<\/p>\n<blockquote><p><strong>Relazioni pacifiche invece di conquista<br \/>\n<\/strong><em>&quot;L&#039;idea del &#039;divino femminile&#039; ha suscitato grande interesse perch\u00e9 potrebbe essere utilizzata per ridefinire la posizione delle donne nelle societ\u00e0 moderne. Molte femministe nel mondo occidentale hanno abbracciato la tesi secondo cui un tempo esisteva una societ\u00e0 basata su una religione della dea il cui obiettivo, secondo i movimenti delle dee moderne, non era la conquista o il dominio; piuttosto, ha concentrato le sue energie su un modello di organizzazione incentrato sulla donna con un&#039;enfasi sulle relazioni pacifiche. Queste tesi sembrano corroborate dalla scoperta della cultura di Catal H\u00fcy\u00fck (6250-5400 aC), descritta da Mellaart come &#039;una supernova nella galassia piuttosto oscura delle culture contadine contemporanee&#039;. La scultura, la pittura, la tessitura e la ceramica fiorirono e edifici e santuari, molti evidentemente dedicati a una dea suprema, furono costruiti secondo un sofisticato progetto architettonico. Mancavano le difese ei circa 150 dipinti rinvenuti nella zona non raffigurano scene di violenza. Le mitologie conservate della regione confermano l&#039;impressione di uno stile di vita pacifico e agricolo.<\/em><br \/>\nHusain Shahrukh (da: \"The Goddess\", Taschen, Colonia, 2001, p. 16).<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Figure femminili nella tradizione cristiana<\/strong><br \/>\nLe donne hanno svolto ruoli importanti nelle prime comunit\u00e0 cristiane. Anche nel Nuovo Testamento, teologicamente ridotto, Maria Maddalena rimane una figura di spicco, indipendentemente dal fatto che Ges\u00f9 possa o meno essere stato sposato con lei, come talvolta ipotizzano gli storici moderni. (Cfr. <a href=\"https:\/\/www.siegfriedhagl.com\/it\/storia-religiosa\/il-mistero-di-maria-maddalena\/\">\"Il mistero di Maria Maddalena<\/a>\u00a0sotto \"Storia della religione\"). Altre donne guidarono chiese cristiane al tempo di Paolo.<\/p>\n<p>Fu un peccato per la religione cristiana che i sacerdoti autoritari trovassero pi\u00f9 conveniente disciplinare con minacce dell&#039;inferno e della dannazione piuttosto che esemplificare la parola del Salvatore. Cos\u00ec le cose pi\u00f9 belle e pi\u00f9 nobili scomparvero per la maggior parte dall&#039;insegnamento cristiano. La minaccia ha sostituito l&#039;incoraggiamento mentale. Il fatto che le donne giocassero un ruolo chiave nel cristianesimo primitivo fu represso e si afferm\u00f2 il predominio maschile che vale ancora oggi.<\/p>\n<p>Cos\u00ec le femministe di oggi possono affermare con una certa giustificazione che il contenuto pi\u00f9 profondo della fede dei primi cristiani - per quanto si possa ricostruire l&#039;effettivo insegnamento di Ges\u00f9 - era pi\u00f9 vicino al nucleo religioso del culto della Grande Madre che agli insegnamenti di il Dio geloso e vendicativo dell&#039;Antico Testamento.<\/p>\n<p><strong>Un programma socio-politico per il mondo<\/strong><br \/>\nIndipendentemente dalla domanda attualmente senza risposta se l&#039;Et\u00e0 della Dea sia mai esistita nella sua forma ideale, gli obiettivi sociali e politici stanno nascendo dall&#039;antico culto della Grande Madre nel nostro tempo:<br \/>\nIl dio dominante, minaccioso e vendicatore da migliaia di anni, che promuove il razzismo, la guerra, l&#039;oppressione, il fanatismo e persino invoca l&#039;omicidio e la distruzione, ha fatto il suo tempo. Anche se il fanatismo religioso imperversa ancora in molte parti del mondo.<\/p>\n<p>Ora, secondo molte femministe, la dea dovrebbe diventare un simbolo per una moderna religione di pace. Come la dottrina del padre amorevole proclamata da Ges\u00f9, la religione della Madre Tutta desidera l&#039;equilibrio invece del conflitto, la cooperazione invece del confronto. Disprezza il fanatismo in ogni sua forma e vuole offrire la vera pace nello spirito del messaggio di Natale.<\/p>\n<p><strong>Note di chiusura:<br \/>\n<\/strong>*) Nei Versetti Satanici\u201d 53. Sura, da 18 a 25.<br \/>\n**) Vedere. <a href=\"https:\/\/www.siegfriedhagl.com\/it\/storia-religiosa\/i-piu-grandi-tutti-eretici\/\">\"Religioni del mondo antico VIII\"<\/a><\/p>\n<p>Potete leggere questo articolo anche alla voce recensioni di libri \"<a href=\"https:\/\/www.siegfriedhagl.com\/it\/recensioni-di-libri-e-film\/lenigma-della-civilta-danubiana\/\">L&#039;enigma della civilt\u00e0 del Danubio<\/a>&#8220; unter Geschichte<a href=\"https:\/\/www.siegfriedhagl.com\/it\/storia\/luomo-violento-vittima-del-suo-sviluppo\/\"> &quot;L&#039;uomo violento&quot;<\/a> und in &#8222;Kurz, knapp, Kurios&#8220;, Seite 228, &#8222;Die Vertreibung aus dem Paradies&#8220;.<\/p>\n<p><strong>Letteratura:<br \/>\n<\/strong>(1) Abd-ru-shin \"Alla luce della verit\u00e0\", pubblicato dalla Fondazione Messaggio del Graal, Stoccarda.<br \/>\n(2) Baumer Franz, Der Kult der gro\u00dfen Mutter, Langen M\u00fcller, Monaco 1995.<br \/>\n(3) Bergmann Joseph, Die metallzeitliche Revolution, Dietrich Reimer, Berlino, 1987.<br \/>\n(4) Der Spiegel, 44\/2006, 30 ottobre 2006, pag. 190 e segg.<br \/>\n(5) Der Spiegel, 52\/2006 del 22 dicembre 2006, p. 116.<br \/>\n(6) Eisler Riane, Kelch und Schwert, Goldmann, Monaco, 1987.<br \/>\n(7) Gimbutas Marija, Das Ende Alteuropas, Universit\u00e0 di Innsbruck, 1994.<br \/>\n(8) Gimbutas Marija, Die Sprache der G\u00f6ttin, Zweitausendeins, Frankfurt, 1996.<br \/>\n(9) Gimbutas Marija, Die Zivilisation der G\u00f6ttin, Zweitausendeins, Frankfurt 1996.<br \/>\n(10) Husain Shahrukh, La Dea, Taschen, Colonia, 2001<br \/>\n(11) Naso Publio Ovidio, Metamorfosi, DTV-Artemis, Monaco 1990.<br \/>\n(12) Scarre Chris, Atlante mondiale di archeologia, Southwest, Monaco, 1990.<br \/>\n(13) Steinbart Hiltrud, In principio era la donna, R. G. Fischer, Francoforte 1983.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Ver\u00f6ffentlicht in GW 46\/2007) Gab es lange vor dem patriarchalisch gepr\u00e4gten Monotheismus (Eingottglauben) einen religi\u00f6sen Kult um die \u201egro\u00dfe Mutter&#8220;, eine h\u00f6chste weibliche Gottheit? Und gew\u00e4hrleistete die Kultur, die sich unter ihr entwickelte, ein harmonisches, friedliches Zusammenleben in einem \u201egoldenen Zeitalter&#8220;? 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